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	<title>Carlo Scotti Foglieni</title>
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	<description>Regionali 2010: costruiamo il futuro di Bergamo.</description>
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		<title>Vattimo, danni del comunismo e distruzione della società</title>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 06:22:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi è capitata tra le mani una riflessione di un paio di anni, e in effetti:
la costruzione di una società puramente relativistica, che rinunci ad una etica generale condivisa, facendo venire meno il sistema di valori di riferimento di tale società, quale esso sia, nella sostanza mina alle radici il contratto sociale.
Una società senza un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi è capitata tra le mani una riflessione di un paio di anni, e in effetti:</p>
<p>la costruzione di una società puramente relativistica, che rinunci ad una etica generale condivisa, facendo venire meno il sistema di valori di riferimento di tale società, quale esso sia, nella sostanza mina alle radici il contratto sociale.</p>
<p>Una società senza un insieme di valori di riferimento è una società che ha l&#8217;impossibilità materiale di affondare le proprie radici giuridiche in un terreno.</p>
<p>In questo modo il diritto diviene &#8220;terra di conquista&#8221; in luogo di pianta salda e rifugio sicuro.</p>
<p>L&#8217;impossibilità di avere indirizzi certi su cosa sia socialmente giusto e socialmente non giusto rende di fatto tutti i comportamenti equivalenti salvo alcuni e trasforma il diritto da sistema di garanzia a strumento di controllo politico attraverso una miriade di norme.</p>
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		<title>Morire per servire una idea, morire per servire il Paese</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 06:21:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Come la maggior parte di quelli che conosco non ho mai contemplato fino in fondo la morte come possibilità reale.
Certo, rispetto a troppi voltagabbana che incontro, io amo ripetere, e lo faccio con convinzione, che se un uomo non può morire per le sue idee o non valgono a nulla le sue idee o a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come la maggior parte di quelli che conosco non ho mai contemplato fino in fondo la morte come possibilità reale.</p>
<p>Certo, rispetto a troppi voltagabbana che incontro, io amo ripetere, e lo faccio con convinzione, che se un uomo non può morire per le sue idee o non valgono a nulla le sue idee o a nulla vale lui.</p>
<p>E, davvero di uomini da poco credo di averne incontrati tanti.</p>
<p>Ma la morte, quella vera, in fondo, nessuno di noi l&#8217;ha mai contemplata come ipotesi plausibile.<br />
L&#8217;ha mai guardata negli occhi, nei propri, nello specchio, la mattina, mentre ci si pettina o ci si lava i denti.</p>
<p>Ecco perché per i nostri caduti sono andato a scegliere la lettera di qualcuno che invece lo ha fatto.<br />
Invece di tanta ipocrisia, un poco di onorevole storia.</p>
<p>Ho preso la lettera di un partigiano condannato a morte. E&#8217; la lettera di un partigiano, ma non me ne vogliate, per il tenore, potrebbe essere altrettanto quella di un ragazzo di Salò.</p>
<p>La dedico ai nostri caduti.</p>
<p>Scelta discutibile. Come tutte quelle che faccio.<br />
Io faccio le mie. Scelgo.</p>
<p><strong>Giancarlo Puecher Passavalli</strong></p>
<p>Di anni 20 &#8211; dottore in legge &#8211; nato a Milano il 23 agosto 1923 -. Subito dopo l&#8217;8 settembre 1943 diventa l&#8217;organizzatore ed il capo dei gruppi partigiani che si vanno formando nella zona di Erba-Pontelambro (Como) &#8211; svolge numerose azioni, fra cui rilevante quella al Crotto Rosa di Erba, per il ricupero di materiale militare e di quadrupedi -. Catturato il 12 novembre 1943 a Erba, da militi delle locali Brigate Nere &#8211; tradotto nelle carceri San Donnino in Como &#8211; più volte torturato -. Processato il 21 dicembre 1943 dal Tribunale Speciale Militare di Erba -. Fucilato lo stesso 21 dicembre 1943, al cimitero nuovo di Erba, da militi delle Brigate Nere -. Medaglia d&#8217;Oro al Valor Militare -. E&#8217; figlio di Giorgio Puecher Passavalli, deportato al campo di Mauthausen ed ivi deceduto. </p>
<p>Muoio per la mia Patria. Ho sempre fatto il mio dovere di cittadino e di soldato: Spero che il mio esempio serva ai miei fratelli e compagni. Iddio mi ha voluto&#8230; Accetto con rassegnazione il suo volere. </p>
<p>Non piangetemi, ma ricordatemi a coloro che mi vollero bene e mi stimarono. Viva l&#8217;Italia. Raggiungo con cristiana rassegnazione la mia mamma che santamente mi educò e mi protesse per i vent&#8217;anni della mia vita.</p>
<p>L&#8217;amavo troppo la mia Patria; non la tradite, e voi tutti giovani d&#8217;Italia seguite la mia via e avrete il compenso della vostra lotta ardua nel ricostruire una nuova unità nazionale. Perdono a coloro che mi giustiziano perché non sanno quello che fanno e non sanno che l&#8217;uccidersi tra fratelli non produrrà mai la concordia. </p>
<p>A te Papà l&#8217;imperituro grazie per ciò che sempre mi permettesti di fare e mi concedesti.</p>
<p>Gino e Gianni siano degni continuatori delle gesta eroiche della nostra famiglia e non si sgomentino di fronte alla mia perdita. I martiri convalidano la fede in una Idea. Ho sempre creduto in Dio e perciò accetto la Sua volontà. Baci a tutti.</p>
<p>Giancarlo</p>
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		<title>Questo Paese non guarirà mai</title>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 06:20:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo Paese non guarirà mai.
Impossibile. Diviso come è tra una classe dirigente autorefenziale e vuota come lo spazio cosmico e un elettorato composto da “tifosi” che non si decide a scegliere davvero fino a quando la situazione non si è consumata talmente tanto da rendere lo scollamento tra eletti e elettori talmente forte da generare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo Paese non guarirà mai.<br />
Impossibile. Diviso come è tra una classe dirigente autorefenziale e vuota come lo spazio cosmico e un elettorato composto da “tifosi” che non si decide a scegliere davvero fino a quando la situazione non si è consumata talmente tanto da rendere lo scollamento tra eletti e elettori talmente forte da generare un minimo di reazione.<br />
E quindi ci tocca sorbirci, come se fossero perle di saggezza affermazioni senza senso, che sembrano generate da uno di quei software che creano frasi politiche di senso compiuto a caso.<br />
Ma prive di senso reale.<br />
Oggi abbiamo il termine del giorno “presentismo”.<br />
L’ultima perla del geniale Presidente della Camera, che ci ricorda che occorre saper pensare al futuro.<br />
Essere capaci di immaginare il futuro senza dimenticare che si vive nel presente credevo si chiamasse da sempre “fare politica”.<br />
Altrimenti cosa sono lì a fare?<br />
Non si può immaginare il futuro senza pensare che, però, oggi, la spesa bisogna farla, i ragazzi devono andare a scuola e gli anziani prendere la pensione.<br />
E quindi ci toccano, dicevo, perle del tipo necessità di “cultura rinnovata e strategica capace di pensare alle conseguenze della politica sul futuro”, come ci spiega Fini dagli scranni di fare futuro.<br />
Ma io credevo di aver votato gente come lui perché il possesso di questa “cultura” per chi si candida a governare un Paese non è un requisito, è come l’onestà, un pre-requisito.<br />
E’ un requisito il possedere le competenze e le capacità per farlo bene, ma il possedere una cultura che abbia una prospettiva di futuro del Paese no.</p>
<p>Ma evidentemente non siamo in un paese reale, ma nel regno di OZ.</p>
<p>Altrimenti non ci perderemmo a spiegare cose ovvie con frasi generiche, ma un uomo come Fini ci direbbe COME, con QUALI RISORSE, e in quali TEMPI costruire il futuro.<br />
Invece ci rifila trita retorica che rende al confronto le relazioni congressuali della Democrazia Cristiana degli anni ’80 degli esempi di concretezza incomparabili.</p>
<p>Se questo è quello che ci offre la Seconda Repubblica, per favore facciamo la terza, ma facciamola in fretta, perché io in Grecia o in Argentina voglio andarci in visita, non voglio trovarmici a vivere. </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Plutarco &#8211; Consigli ai politici (perché in fondo gli uomini non cambiano)</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 06:23:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Anzitutto sia stabilita per l&#8217;attività politica come base sicura e stabile la scelta che trae il suo principio sul giudizio e sulla ragione e non su un fuoco di paglia dettato da vanagloria o amore di contesa o assenza di altre attività.
Come infatti coloro che in casa non hanno niente di buono da fare passano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Anzitutto sia stabilita per l&#8217;attività politica come base sicura e stabile la scelta che trae il suo principio sul giudizio e sulla ragione e non su un fuoco di paglia dettato da vanagloria o amore di contesa o assenza di altre attività.<br />
Come infatti coloro che in casa non hanno niente di buono da fare passano la maggior parte del tempo in piazza, anche se non ne hanno alcun bisogno, così alcuni, per non avere altro da fare di personale che sia degno di attenzione si buttano nei pubblici affari prendendo la politica per passatempo [o per mestiere n.d.r.].<br />
Molti d&#8217;altra parte, che a caso si sono dati alla politica, una volta ne ne siano ben sazi, non possono staccarsene facilmente, provando la stesa condizione di quelli che saliti su una barca per dondolarsi un po&#8217; , ma poi trascinati in alto mare nel soffrono il mare. [...]<br />
Questi poi screditano in modo particolare l&#8217;attività politica per il loro ripensarci e affliggersi, e pur avendo sognato gloria, precipitano nell&#8217;oscurità, o aspettandosi di divenire temibili agli altri tramite il potere , devono affrontare situazioni pericolose sconvolgenti.</p>
<p>Colui che invece si è dato alla politica, come a una a attività a lui particolarmente confacente e bella in base a convinzione e ragionamento, non viene colpito da alcuna di queste vicissitudini e nemmeno si ricrede circa la sua scelta.&#8221;<br />
(Plutarco &#8211; Consigli ai Politici &#8211; BUR 1995 &#8211; p. 87)</p>
<p>Devo dire che potrebbe essere da un lato la descrizione di molte cose che vedo, e nell&#8217;ultima parte, il manifesto politico che potrei adottare e che hanno sposato quelli che fanno politica con me da molti anni per pura passione civile.<br />
Come dire, le cose non cambiano mai&#8230;</p>
<p>E, che tempi! Non ci sono più le mezze stagioni (come diceva Eva ad Adamo)</p>
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		<title>Leadership e obbiettivi condivisi</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 06:15:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Come giustamente osserva J.S. NYE Jr. &#8220;Un leader è chi aiuta un gruppo a formulare e a raggiungere obbiettivi condivisi&#8221; e in tale senso &#8220;Il potere del leader dipende dagli obbiettivi espressi dai seguaci conformemente alla loro cultura&#8221;.
E i comunisti trasformisti italiani non riescono a comprendere che attaccando e offendendo Berlusconi in sostanza attaccano e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come giustamente osserva J.S. NYE Jr. &#8220;Un leader è chi aiuta un gruppo a formulare e a raggiungere obbiettivi condivisi&#8221; e in tale senso &#8220;Il potere del leader dipende dagli obbiettivi espressi dai seguaci conformemente alla loro cultura&#8221;.<br />
E i comunisti trasformisti italiani non riescono a comprendere che attaccando e offendendo Berlusconi in sostanza attaccano e offendono il gruppo sociale che si riconosce in maniera tanto marcata nella sua leadership.<br />
Evitano cioè di comprendere come una leadership popolare tanto estesa si fondi, certo anche sul carisma personale, ma soprattutto su una idea di Italia che la stragrande maggioranza del Paese condivide e su un progetto di futuro cui gli elettori aspirano e desiderano per se stessi e le proprie famiglie e che Berlusconi incarna.</p>
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		<title>Separazione tra religione e politica</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 06:19:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo Stato liberale non deve trasformare la debita separazione istituzionale tra religione e politica in un peso mentale e psicologico che è impossibile imporre ai suoi cittadini credenti.
D&#8217;altro canto, esso non può non aspettarsi da loro che riconoscano il principio dell&#8217;esercizio ideologicamente neutrale del potere. Ciascuno deve sapere e accettare che oltre la sociali istituzionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo Stato liberale non deve trasformare la debita separazione istituzionale tra religione e politica in un peso mentale e psicologico che è impossibile imporre ai suoi cittadini credenti.<br />
D&#8217;altro canto, esso non può non aspettarsi da loro che riconoscano il principio dell&#8217;esercizio ideologicamente neutrale del potere. Ciascuno deve sapere e accettare che oltre la sociali istituzionale che separala la sfera pubblica informale da parlamenti, tribunali, ministeri e amministrazioni, contano soltanto le ragioni laiche. E&#8217; sufficiente a questo scopo la capacità epistemica di considerare le proprie convinzioni religiose anche dall&#8217;esterno, riflessivamente, e di collegarle a concezioni laiche. I cittadini credenti possono benissimo riconoscere questa &#8220;riserva istituzionale di traduzione&#8221; senza dover scindere la loro identità di parti pubbliche e private non appena partecipino a pubbliche discussioni Essi dovrebbero quindi poter esprimere e motivare le loro convinzioni in un linguaggio religioso anche quando non trovino per esse &#8220;traduzioni&#8221; laiche.</p>
<p>Habermas &#8211; Tra scienza e fede p. 33</p>
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		<title>Oracoli sibillini &#8211; libro primo 110</title>
		<link>http://www.carloscotti.it/2010/01/23/oracoli-sibillini-libro-primo-110/</link>
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		<pubDate>Sat, 23 Jan 2010 06:19:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Più giovane, criminale, temeraria, degli uomini della quarta generazione; costoro fecero scorrere molto sangue, non timorosi di Dio,né rispettosi degli uomini.
Infatti, veementi, erano caduti su di loro
il rancore pungente e l&#8217;amara empietà.
E le guerre, le stragi, le battaglie
condussero alcuni nell&#8217;Erebo, poiché furono sciagurati
uomini empi; e gli altri, dopo, il Dio celeste,
incollerito cacciò dal suo mondo
gettandoli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Più giovane, criminale, temeraria, degli uomini della quarta generazione; costoro fecero scorrere molto sangue, non timorosi di Dio,né rispettosi degli uomini.<br />
Infatti, veementi, erano caduti su di loro<br />
il rancore pungente e l&#8217;amara empietà.<br />
E le guerre, le stragi, le battaglie<br />
condussero alcuni nell&#8217;Erebo, poiché furono sciagurati<br />
uomini empi; e gli altri, dopo, il Dio celeste,<br />
incollerito cacciò dal suo mondo<br />
gettandoli nell&#8217;immenso Tartaro nel fondo della terra.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pensando a una persona che conosco Nietzche mi sembra inarrivabile</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 06:18:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Pensando a una persona che conosco La nascita della tragedia di Nietzsche mi pare innarivabile nel definire quello che credo giusto, da povero Sileno, nei confronti di Re Mida&#8230;.
L&#8217;antica leggenda narra che il re Mida inseguì a lungo nella foresta il saggio Sileno, seguace di Dioniso, senza prenderlo. Quando quello gli cadde infine fra le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pensando a una persona che conosco La nascita della tragedia di Nietzsche mi pare innarivabile nel definire quello che credo giusto, da povero Sileno, nei confronti di Re Mida&#8230;.</p>
<p>L&#8217;antica leggenda narra che il re Mida inseguì a lungo nella foresta il saggio Sileno, seguace di Dioniso, senza prenderlo. Quando quello gli cadde infine fra le mani, il re domandò quale fosse la cosa migliore e più desiderabile per l&#8217;uomo. Rigido e immobile, il demone tace; finché, costretto dal re, esce da ultimo fra stridule risa in queste parole : Stirpe miserabile ed effimera, figlio del caso e della pena, perché mi costringi a dirti ciò che per te è vantaggiosissimo non sentire? Il meglio è per te assolutamente irraggiungibile: non essere nato, non essere, essere niente. Ma la cosa in secondo luogo migliore per te è &#8211; morire presto.</p>
<p>Del resto perché si dovrebbe consumare del tempo a riscrivere cose tanto mirabilmente espresse altrove?<br />
Ah beh, certo, a condizione di averle lette&#8230;</p>
<p>Siamo purtroppo pieni di Re Mida che leggono, bontà loro, solo novella duemila&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Diario di Anna Frank e la solita bega di paese della politica italiana</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 06:17:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo alle solite, il Deputato di una parte politica formula una interrogazione sui motivi per i quali ai bambini di una 4 elementare vengano fatte leggere delle pagine in cui l&#8217;autrice riflette sulla conformazione dei propri organi genitali (il che trattandosi di un diario può ben accadere) e subito si scatena la bagarre.
Tutti, da una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo alle solite, il Deputato di una parte politica formula una interrogazione sui motivi per i quali ai bambini di una 4 elementare vengano fatte leggere delle pagine in cui l&#8217;autrice riflette sulla conformazione dei propri organi genitali (il che trattandosi di un diario può ben accadere) e subito si scatena la bagarre.</p>
<p>Tutti, da una parte e dall&#8217;altra a brandire un libro che, quasi nessuno di loro a letto e che rappresenta uno dei momenti più bassi e terribili della storia recente dell&#8217;umanità come strumento per la zuffa politica.</p>
<p>Il fatto che un deputato si preoccupi della presenza di una pagina del diario che nelle vecchie edizioni non veniva riportata credo non autorizzi nessuno a usare il diario di Anna Frank come pretesto per una zuffa di bassissimo livello.</p>
<p>Soprattutto poi, magari, gli stessi, che tifano per Hammas&#8230;</p>
<p>Se lo leggessero prima, e magari anche i verbali della conferenza di Wannsee (è gratis, lo trovate qui http://www.olokaustos.org/archivio/documenti/wannsee/index.htm, anche se io consiglio l&#8217;acquisto del libro), anzi no.</p>
<p>Meglio che non lo leggano, Dio solo sa cosa potrebbero farne&#8230; considerato il livello medio del dibattito politico in questo nostro povero Paese</p>
]]></content:encoded>
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