Questo Paese non guarirà mai
Questo Paese non guarirà mai.
Impossibile. Diviso come è tra una classe dirigente autorefenziale e vuota come lo spazio cosmico e un elettorato composto da “tifosi” che non si decide a scegliere davvero fino a quando la situazione non si è consumata talmente tanto da rendere lo scollamento tra eletti e elettori talmente forte da generare un minimo di reazione.
E quindi ci tocca sorbirci, come se fossero perle di saggezza affermazioni senza senso, che sembrano generate da uno di quei software che creano frasi politiche di senso compiuto a caso.
Ma prive di senso reale.
Oggi abbiamo il termine del giorno “presentismo”.
L’ultima perla del geniale Presidente della Camera, che ci ricorda che occorre saper pensare al futuro.
Essere capaci di immaginare il futuro senza dimenticare che si vive nel presente credevo si chiamasse da sempre “fare politica”.
Altrimenti cosa sono lì a fare?
Non si può immaginare il futuro senza pensare che, però, oggi, la spesa bisogna farla, i ragazzi devono andare a scuola e gli anziani prendere la pensione.
E quindi ci toccano, dicevo, perle del tipo necessità di “cultura rinnovata e strategica capace di pensare alle conseguenze della politica sul futuro”, come ci spiega Fini dagli scranni di fare futuro.
Ma io credevo di aver votato gente come lui perché il possesso di questa “cultura” per chi si candida a governare un Paese non è un requisito, è come l’onestà, un pre-requisito.
E’ un requisito il possedere le competenze e le capacità per farlo bene, ma il possedere una cultura che abbia una prospettiva di futuro del Paese no.
Ma evidentemente non siamo in un paese reale, ma nel regno di OZ.
Altrimenti non ci perderemmo a spiegare cose ovvie con frasi generiche, ma un uomo come Fini ci direbbe COME, con QUALI RISORSE, e in quali TEMPI costruire il futuro.
Invece ci rifila trita retorica che rende al confronto le relazioni congressuali della Democrazia Cristiana degli anni ’80 degli esempi di concretezza incomparabili.
Se questo è quello che ci offre la Seconda Repubblica, per favore facciamo la terza, ma facciamola in fretta, perché io in Grecia o in Argentina voglio andarci in visita, non voglio trovarmici a vivere.