Plutarco – Consigli ai politici (perché in fondo gli uomini non cambiano)

“Anzitutto sia stabilita per l’attività politica come base sicura e stabile la scelta che trae il suo principio sul giudizio e sulla ragione e non su un fuoco di paglia dettato da vanagloria o amore di contesa o assenza di altre attività.
Come infatti coloro che in casa non hanno niente di buono da fare passano la maggior parte del tempo in piazza, anche se non ne hanno alcun bisogno, così alcuni, per non avere altro da fare di personale che sia degno di attenzione si buttano nei pubblici affari prendendo la politica per passatempo [o per mestiere n.d.r.].
Molti d’altra parte, che a caso si sono dati alla politica, una volta ne ne siano ben sazi, non possono staccarsene facilmente, provando la stesa condizione di quelli che saliti su una barca per dondolarsi un po’ , ma poi trascinati in alto mare nel soffrono il mare. [...]
Questi poi screditano in modo particolare l’attività politica per il loro ripensarci e affliggersi, e pur avendo sognato gloria, precipitano nell’oscurità, o aspettandosi di divenire temibili agli altri tramite il potere , devono affrontare situazioni pericolose sconvolgenti.

Colui che invece si è dato alla politica, come a una a attività a lui particolarmente confacente e bella in base a convinzione e ragionamento, non viene colpito da alcuna di queste vicissitudini e nemmeno si ricrede circa la sua scelta.”
(Plutarco – Consigli ai Politici – BUR 1995 – p. 87)

Devo dire che potrebbe essere da un lato la descrizione di molte cose che vedo, e nell’ultima parte, il manifesto politico che potrei adottare e che hanno sposato quelli che fanno politica con me da molti anni per pura passione civile.
Come dire, le cose non cambiano mai…

E, che tempi! Non ci sono più le mezze stagioni (come diceva Eva ad Adamo)


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